Andrea Santarlasci. Meno di un ricordo, prima di una visione. Pisa

Nuova istallazione temporanea presso la Chiesa di Santa Maria della Spina di Pisa.

Andrea Santarlasci. Meno di un ricordo, prima di una visione.

a cura di Ludovico Pratesi dal 24 marzo al 18 maggio 2018

Il 24 marzo la chiesa di Santa Maria della Spina ospita la mostra dell’artista Andrea Santarlasci, curata da Ludovico Pratesi. Santarlasci riflette sulla memoria e sul trascorrere del tempo, attraverso un’installazione che ci riporta ad un capitolo dimenticato della storia di Pisa. L’artista evoca l’ipotetica confluenza del fiume Auser nell’Arno, nei pressi  dell’attuale posizione della chiesa della Spina. All’epoca romana uno dei due rami del fiume bagnava Pisa , prima dell’intervento del vescovo di Lucca  San Frediano ,in carica dal 561 al 569, che attraverso interventi idraulici ne deviò il corso e cambiò il suo nome nell’attuale Serchio.

All’interno della chiesa  Santarlasci ha posizionato l’opera Senza titolo (DECLIVIO) (2018) :  un tronco lungo nove metri, recuperato sulle spiagge del Tirreno alla foce dell’Arno, è appoggiato su due scale, quasi a rievocare una caduta. La seconda opera Dove ciò che scompare si manifesta (2018) è una scritta al neon tratta dai Frammenti del filosofo greco Eraclito (535 a.c.- 475 a.c.)  dove alcune lettere depotenziate fanno comparire il nome Auser, a ricordo dell’antica confluenza tra l’Arno, la  Spina e l’antico fiume. “Un’oscillazione tra assenza e presenza, mancanza e persistenza, un cortocircuito tra ciò che è scomparso e ciò che incessantemente non smette di riaffiorare…” spiega l’artista. “L’intervento di Santarlasci rispetta la sua ricerca, densa di contenuti filosofici – scrive Ludovico Pratesi- che coniuga spesso elementi provenienti da arredi domestici con reperti naturali, per creare uno spiazzamento tra materiali diversi, in grado di produrre quel rinnovamento dello sguardo che rientra tra gli scopi principali dell’arte.”

ORARI:  lunedì 10-13 / martedì, mercoledì, giovedì 15-19 / Venerdì, sabato, domenica 10-13 e 15-19  – INGRESSO LIBERO –

Andrea Santarlasci è nato nel 1964 a Pisa, dove vive e lavora. Diplomato presso il Liceo Artistico Statale di Lucca, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia e di Carrara. Tra le personali più recenti: Sul limite di un’altra soglia, a cura di Marco Senaldi, Sala ottagonale dell’Ex Convitto Vittorino da Feltre, nell’ambito della manifestazione Marble Weeks, Carrara, 2014; Atopie del luogo, a cura di Saretto Cincinelli e Ilaria Mariotti, Centro Espositivo SMS e La luce che resta, installazione nella Torre Campanaria del complesso architettonico  San Michele degli Scalzi, Pisa, 2013; Fughe senza centro, Fondazione Mudima di Milano, 2012; Nella visione probabilmente, Inner Room – BRICK – Centro per la ricerca e cultura contemporanea, Siena, 2011; Le direzioni inverse del tempo, Galleria Davide Di Maggio, Milano, 2010.

Flavio Favelli: ‘CORONA’

Sabato 21 ottobre 2017 alla Chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa è stata inaugurata l’installazione dell’artista Flavio Favelli dal titolo Corona. Organizzata dal Comune di Pisa in collaborazione con l’Università degli Studi di Pisa, la Scuola Normale Superiore, l’Associazione SpazioTempo di Michela Rizzo, Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi e Atlante Servizi Culturali, curata da Ludovico Pratesi, l’installazione è stata ideata da Flavio Favelli appositamente per questo luogo ed è la terza di una serie di interventi site specific di grandi artisti nazionali e internazionali realizzati all’interno della piccola chiesa, affacciata sui lungarni di Pisa.

Flavio Favelli, nato a Firenze nel 1967, vive e lavora a Savigno, Bologna. Dopo la Laurea in Storia Orientale all’Università di Bologna, ha iniziato la sua attività artistica prendendo parte al Link Project (1995-2001). Partecipa alla residenza TAM a Pietrarubbia diretta da Arnaldo Pomodoro nel 1995 e al Corso Superiore Arti Visive della Fondazione Ratti con Allan Kaprow nel 1997.

Ha esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero, tra cui il Marco e il MAXXI di Roma, il Museo Marino Marini di Firenze e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Ha progettato e realizzato due installazioni bar funzionanti al MAMbo e al MARCA di Catanzaro e due ambienti pubblici permanenti: Vestibolo nella Sede ANAS di Venezia di Palazzetto Foscari e Sala d’Attesa nel Pantheon di Bologna all’interno del Cimitero Monumentale della Certosa. Ha partecipato a due Biennali di Venezia, quella a cura di Francesco Bonami e quella a cura di Bartolomeo Pietromarchi. Ha partecipato a seminari e conferenze presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Brera a Milano al Politecnico di Torino, all’Università di Bolzano e Bologna, alla Quadriennale di Roma e presso numerose altre istituzioni pubbliche e private. Le sue opere sono presenti nelle principali collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

Per questa mostra Atlante ha collaborato all’allestimento e gestito l’organizzazione dei servizi al pubblico.

Richard Nonas:“… as light through fog…” ARCHITECTURAL MEMORY PIERCED BY ART

Richard Nonas:“… as light through fog…” ARCHITECTURAL MEMORY PIERCED BY ART

 Chiesa della Spina, Pisa

14 luglio / 15 ottobre 2017

Dal 14 luglio al 15 ottobre 2017 la Chiesa della Spina a Pisa ospita un’installazione dell’artista americano Richard Nonas, dal titolo

“… As light through fog …” Architectural memory pierced by art.

Organizzata dal Comune di Pisa in collaborazione con l’Università degli Studi di Pisa, la Scuola Normale Superiore, l’Associazione SpazioTempo di Michela Rizzo e  Atlante Servizi Culturali, col supporto della galleria P420, curata da Laura Mattioli, l’installazione è stata ideata da Richard Nonas appositamente per questo luogo ed è la seconda di una serie di interventi site specific di grandi artisti nazionali e internazionali attraverso i quali il Comune di Pisa intende valorizzare ed esaltare le caratteristiche proprie della chiesa, prezioso gioiello della città.

L’installazione è costituita da 14 parallelepipedi uguali in ferro pieno, collocati a circa 80 cm uno dall’altro in modo da disegnare una linea diagonale di circa 14 metri che taglia lo spazio della navata della chiesa da sinistra a destra rispetto alla facciata. I singoli blocchi di metallo non hanno nessuna particolare bellezza in sé, nessun particolare pregio artistico o estetico. Essi sono semplicemente uno strumento che l’artista utilizza per tracciare una linea tridimensionale nello spazio architettonico. Questa linea viene ad interferire con le altre preesistenti nel luogo: quella del fiume e le linee oblique della architettura della chiesa. La linea di Nonas sottolinea in modo drammatico la mancanza di rassicuranti linee ortogonali nella architettura gotica e la forza del suo precario equilibrio. Essa è anche una delle infinite linee possibili dentro questo spazio, che si rivela dunque come vuoto – ed interpretabile all’infinito – proprio perché ha perso non solo i suoi arredi, ma soprattutto la sua funzione originaria: è diventato un luogo dell’assenza in senso antropologico, dove le tracce lasciate dalla storia si perdono nella nebbia del tempo e non sono più chiaramente visibili né alla vista né alla memoria, ma assumono connotati sfumati e ambigui.

Informazioni: assessorato.cultura@comune.pisa.it

Ufficio stampa:  Matilde Meucci 329 6321362 matilde.meucci@spaini.it   Guido Spaini guido.spaini@spaini.it