Proposta didattica per l’a.a. 2019-2020 per scuola d’infanzia e primaria

Fin dalle prime forme di rappresentazione e attraverso le varie epoche il corpo umano è il soggetto di diverse pratiche artistiche. Senza il corpo non ci sarebbe l’arte stessa, così come tutto ciò che è prodotto umano. Ogni opera che rappresenti e parli attraverso il corpo si pone in diretto riferimento con ogni individuo, a comprensione non è mediata e l’empatia agevolata. L’uso del corpo come soggetto/oggetto assume oggi di volta in volta intenti e significati nuovi, disparati e talvolta opposti. Dalla continua indagine sulla forma fino alla sua trasfigurazione, agli innumerevoli temi a cui il corpo è chiamato continuamente a esser simbolo. Il corpo esattamente come l’arte è lo spazio e la sorgente della comunicazione. Atlante Servizi Culturali propone per l’anno scolastico 2019/2020, cinque moduli per indagare le forme artistiche e le pratiche espressive del contemporaneo attraverso gli strumenti dei sensi e della corporeità.

I singoli appuntamenti sono pensati per un massimo di 25 alunni e una durata di due ore, possono essere svolti a scuola, prevedendo in alcuni casi spazi più ampi. Tutti i materiali saranno forniti dagli operatori. Le tempistiche e gli orari sono da definirsi con gli insegnanti.


Per saperne di più, per aderire al progetto con la propria scuola o per concordare una proposta con i nostri operatori: atlanteserviziculturali@gmail.com

Progetto regionale “Edu Sostenibile – la comunità nella sostenibilità educativa per l’infanzia”

Atlante partecipa a “Edu Sostenibile”, progetto che contribuisce alla rimozione degli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Si rivolge a oltre 10.000 bambini tra gli zero e i sei anni, specialmente ai loro genitori e familiari, ma anche a 2.000 studenti universitari e ai professionisti che operano nel campo dell’infanzia. Attraverso otto Centri Educativi Territoriali, auspica di produrre un cambiamento culturale sensibilizzando, sull’importanza di un ambiente educativo stimolante, non solo le famiglie, ma anche i fornitori di servizi.

In particolare sabato 4 maggio è stato inaugurato, presso il nido d’infanzia “Gattonando” di Pistrino, il Centro Educativo Territoriale della Valtiberina, una delle azioni previste all’interno del progetto regionale “Edu Sostenibile – la comunità nella sostenibilità educativa per l’infanzia”, cofinanziato con il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che si rivolge a genitori e bambini con età 0-6 anni.

E’ possibile contattare il Centro Educativo Territoriale della Valtiberina recandosi personalmente presso la sede, che il Nido “Gattonando di Pistrino, il mercoledì con orario 10-12; inviando una mail a cet.valtiberina@edusostenibile.it o telefonando ai numeri 345/6136304 – 329/6558502.

MAIOLICA. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi

Non vi è museo importante al mondo che non conservi esempi delle preziose maioliche a “lustro” italiane. Tra questi il Metropolitan Museum of Art di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Museo del Louvre, l’istituzione parigina da cui provengono alcune delle più importanti opere esposte nella mostra “MAIOLICA. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi” in programma a Palazzo Bonacquisti di Assisi che si tiene dal 4 maggio 2019 al 13 ottobre 2019.

Voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte la mostra, a cura dei due esperti Franco Cocchi e Giulio Busti, presenta una selezione di circa 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private conservate non solo in Umbria ma anche in territori limitrofi come Bologna, Firenze, Faenza, Ravenna, Pesaro, Arezzo e Viterbo.

Distribuito in sei sezioni tematiche l’allestimento ripercorre gli sviluppi della maiolica dalle origini fino alle ultime manifestazioni nel Seicento e, poi, alla ripresa storicista dell’Ottocento quando tornò ad essere oggetto di vasto interesse, fino alle espressioni postmoderne e attuali divenute produzioni di artisti che alla tecnica, ancora oggi difficile e alchemica, uniscono design e creatività.

Arte bella e ingegnosa, ma fallace “che di cento pezzi sei ne vengono buoni”, scriveva Cipriano Piccolpasso intorno al 1560 della maiolica, antico nome del lustro con cui i vasai del Rinascimento riuscirono, con misteriose alchimie, a colorare le ceramiche di riflessi d’ oro e di un sanguigno rosso rubino.

Proveniente dall’Oriente e giunta per vie ancora non del tutto chiare nelle botteghe italiane – ma certamente attraverso la Spagna moresca- pochi riuscirono nell’ impresa di produrre la maiolica.

Derutesi ed eugubini ne fecero una sorta di monopolio, benché non mancarono numerosi tentativi in diverse parti d’Italia.

Di gran moda fra Quattro e Cinquecento, le maioliche importate dalla Spagna, prima, e quelle di Deruta e di Mastro Giorgio da Gubbio divennero parte dei corredi domestici e degli arredi delle case reali e delle più nobili e importanti famiglie d’Europa.

Le maioliche dorate di Deruta impreziosivano i ritratti di dame e madonne, santi e cavalieri. Quelle di Gubbio coloravano di un rosso, mai visto prima, le illustrazioni dei miti dell’antichità, entrambe cogliendo in pieno lo spirito del tempo così da rappresentare una delle espressioni più diffuse del Rinascimento italiano.

Con i nuovi sgargianti colori scopriremo l’evoluzione delle forme, degli stili e delle decorazioni che caratterizzano vasi, scodelle, brocchette, albarelli noti per il loro uso farmaceutico e che hanno trasformato in oggetti decorativi manufatti la cui funzione in precedenza era di uso quotidiano. Ne sono un esempio i piatti da pompa destinati non ad essere messi a tavola ma ad essere esposti, su cui vengono raffigurate immagini sacre e profane come scene di guerra, figurazioni amorose, profili di uomo e di donna, putti, muse, santi, lettere dell’alfabeto e stemmi araldici.

Per questa mostra Atlante si è occupata della gestione organizzativa ed esecutiva dei trasporti e dell’allestimento

InfoDove siamo
Palazzo Bonacquisti – Piazza del Comune – Assisi
Biglietti: Intero € 5; ridotto € 3
Orari di apertura
Dal martedì al venerdì: 15.00 – 19.00
Sabato e domenica: 11.00-19.00
Info e prenotazioni
Tel: 075.8198419 (in orari di apertura museo) – palazzobonacquisti@fondazionecariperugiaarte.it

Unforgettable Umbria. L’arte al centro fra vocazione e committenza

La Fondazione CariPerugia Arte presenta “UNFORGETTABLE UMBRIA – L’arte al centro fra vocazione e committenza”, un racconto sul secondo Novecento in Umbria attraverso le opere di grandi artisti che qui hanno scelto di vivere e lavorare, nello spazio di una stagione o di un’intera vita.

Curata da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo, la mostra è ospitata a Perugia nel piano nobile di Palazzo Baldeschi al Corso dal 13 aprile al 3 novembre 2019 e propone una selezione di dipinti e sculture di oltre cinquanta artisti di fama internazionale: tra gli altri, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Yves Klein, Leoncillo, Brian O’Doherty, Sol LeWitt, Beverly Pepper, Ivan Theimer e Giuseppe Uncini.

Nella misura raccolta di una regione in cui paesaggio e memoria costituiscono un valore indissolubile, molti artisti hanno trovato la dimensione ideale per la loro ricerca, riconoscendosi intimamente nei luoghi, o, più semplicemente, cogliendone in profondità quell’identità che, in molti casi, hanno saputo interpretare e arricchire.
Ne emerge un ricchissimo mosaico di presenze e una storia densa e di occasioni espositive e interventi sul territorio, spesso favoriti da un lungimirante mecenatismo.

Attratti dalla splendida campagna di Todi sono stati, tra i tanti, Piero Dorazio e Alighiero BoettiWilliam Congdon, partito da New York, dopo aver attraversato l’Europa, nel 1959, con la conversione, si stabilisce per vent’anni ad Assisi; Giuseppe Capogrossi realizza grandi murali nell’ex convento dei Cappuccini a Gubbio; Sol LeWitt elegge la sua casa sul Monteluco di Spoleto come baricentro alternativo alla sua dimora americana. Persino Yves Klein nell’arco della sua breve esistenza ebbe modo di venire in Umbria almeno cinque volte lasciando lo straordinario ex voto nel Monastero di Santa Rita a Cascia. L’ex voto, realizzato per invocare “grande bellezza” su tutta la sua opera, è in mostra insieme a uno splendido Monocromo anch’esso lasciato tre anni prima nel Santuario.

Nel 1993 Piero Dorazio scriveva sul saggio ‘Vivendo in Umbria’: “Todi riscuote da qualche anno un grande successo internazionale. È una città bellissima e niente affatto provinciale; la campagna e la cultura rurale che la circondano ne fanno un sito ideale per chi esercita una professione creativa. In tutti gli anni che ho trascorso qui piano piano ho visto artisti, scrittori, professionisti stabilirvi la loro residenza [..]. Ma cosa trovano artisti e intellettuali da queste parti? Certamente qualcosa che hanno sempre cercato come me. Forse proprio l’equilibrio del vivere il fare e la meditazione che ho descritto più sopra, un bene inalienabile che la nostra civiltà sembra aver dimenticato”.

Sono solo alcune testimonianze degli ospiti illustri che in mostra vanno ad affiancarsi a due grandi umbri: Burri e Leoncillo, due maestri che, pur tra loro così diversi per linguaggio e destino, hanno entrambi avviato la loro ricerca da un profondo radicamento nell’antica cultura della regione.

Tante traiettorie individuali si sono intrecciate in Umbria, tradizionale crocevia culturale, anche in alcune mostre che hanno fatto epoca, come “Spoleto 62”, la grande rassegna di sculture di cui il monumentale stabile di Calder è oggi indiscusso simbolo, o “Lo spazio dell’immagine”, la rassegna che nel 1967 a Foligno fu tra le prime a verificare le nuove ricerche su “opere-ambiente”.

In mostra vengono inoltre presentati per la prima volta tutti i bozzetti originali realizzati dai 27 artisti per lo spettacolare Campo del Sole sul Lago Trasimeno.

Il prezioso catalogo, realizzato da Fabrizio Fabbri Editore anch’esso curato da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo, racchiude storie, esperienze, note critiche e suggestioni a fianco di una dettagliata documentazione delle opere.

UNFORGETTABLE UMBRIA – L’arte al centro fra vocazione e committenza è dunque una preziosa occasione anche per scoprire o ripercorrere gli itinerari di un’arte contemporanea capillarmente diffusa nella regione, spesso in suggestivo dialogo con il tessuto dei centri storici o gli scenari unici del suo paesaggio.

Per questa mostra Atlante si è occupata dei trasporti e dell’allestimento delle opere

Orari di apertura
Dal martedì al giovedì: 15.00 – 19.30
Dal venerdì alla domenica: 11.00 – 13.30/14.30 – 19.30
Info e prenotazioni
Tel: 075.5734760 (in orari di apertura museo) – palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it

Allestimento “Nuove acquisizioni 2016-2018” presso la Galleria dell’Accademia di Firenze

La mostra “Nuove acquisizioni 2016-2018” della Galleria dell’Accademia di Firenze, ideata e curata dal direttore della Galleria Cecilie Hollberg, presenta alcuni capolavori che, in maniere diverse, sono giunti ad arricchire le collezioni permanenti, grazie all’impegno e alla dedizione di diversi Enti sapientemente coordinati dalla Direzione del Museo. La provenienza delle opere ha seguito iter diversificati: alcune sono state acquistate sul mercato antiquario, altre sono pervenute grazie a generose donazioni, altre da confische in seguito all’esportazione illecita ad opera del Nucleo Patrimonio dei Carabinieri, altre, infine, sono giunte in Galleria dai depositi della Certosa di Firenze. L’esposizione apre al pubblico il 22 gennaio 2019 e resterà aperta fino al 5 maggio.

Per la mostra Atlante Servizi Culturali si è occupato della produzione dell’allestimento e della grafica.

Le tavole acquisite nel 2017 con i fondi ordinari della Galleria dell’Accademia sono due sportelli provenienti da un tabernacolo disperso di Mariotto di Nardo. I pannelli frammentati sono stati comprati da due diversi proprietari e ricomposti dopo l’acquisto. Il tabernacolo, impreziosito da raffinate decorazioni in pastiglia dorata che racchiudono le figure dei santi, è frutto di una committenza prestigiosa ed è stato eseguito da Mariotto di Nardo intorno al 1420. I pannelli che in origine erano certamente di dimensioni maggiori, includevano molto probabilmente altre due coppie di santi, purtroppo perdute o fino ad oggi non ritrovate. I quattro frammenti oggi ricomposti si trovavano, alla fine dell’Ottocento, esposti in sale diverse della raccolta Corsini, nell’omonimo palazzo fiorentino in riva all’Arno. Ben quattro opere sono giunte nel 2016 al Museo da un deposito situato presso la Certosa di Firenze. Si tratta di una Incoronazione della Vergine e angeli di Mariotto di Nardo; di una SS. Trinità del Maestro del 1419; di una Madonna col Bambino in trono fra angeli del Maestro del 1416 e di una Madonna col Bambino e santi di Bicci di Lorenzo. A causa di una cattiva condizione di conservazione, l’Incoronazione di Mariotto di Nardo e la SS. Trinità del Maestro del 1419, sono stati recuperati nei loro valori pittorici da un accurato lavoro di restauro. I due santi di Niccolò di Pietro Gerini, in origine scomparto destro di un trittico disperso, e la Madonna dell’Umiltà del raro Maestro della Cappella Bracciolini, sono state assegnate alla Galleria dopo il brillante recupero da parte del Reparto Operativo dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Il piccolo busto del drammaturgo Giovan Battista Niccolini (1782-1861) di Lorenzo Bartolini era esposto all’ultima edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, è stato generosamente acquistato e donato al Museo dall’Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze. La scultura non era ancora presente nello studio del maestro in un elenco redatto al momento della morte dell’artista mentre un ritratto del letterato fu presentata pochi anni dopo a Firenze, dagli eredi dell’artista pratese, all’Esposizione Italiana agraria, industriale ed artistica del 1861. Ricomparsa qualche anno fa nel mercato antiquario, grazie a questa donazione, la scultura in marmo e il modello in gesso, già custodito nella gipsoteca, saranno riuniti nel Museo.

Orari di apertura: dal martedi alla domenica dalle 8.15 alle 18.50
Chiusura: tutti i lunedì, 1° gennaio, 25 dicembre

Il progetto VIBE arriva in Croazia

Atlante Servizi Culturali è capofila del progetto “VIBE. Voyage Inside a Blind Experience“, co-finanziato dal programma Europa Creativa 2014-2020 dell’Unione Europea, finalizzato a realizzare un progetto sperimentale di mostra temporanea di arte contemporanea parimenti accessibile sia per persone vedenti che non vedenti. L’esposizione prodotta, “Josef and Anni Albers. Voyage inside a blind experience”, dopo aver viaggiato in Italia, presso il museo del Santa Maria della Scala di Siena, e in Irlanda, presso il museo universitario irlandese The Glucksman, University College Cork, si è spostata in Croazia per la terza tappa presso il Museo di Arte contemporanea di Zagabria.

Il progetto è stato strutturato in partnership con The Glucksman, MSU e Istituto dei Ciechi di Milano,e grazie al supporto della The Josef and Anni Albers Foundation.

La mostra raccoglie più di 60 opere originali di Josef e Anni Albers accompagnate da riproduzioni tattili, audioguide tecnologiche, un corridoio sensoriale totalmente totalmente buio, tavoli che riproducono glie sercizi condotti dai due artisti e insegnanti con gli studenti e altri supporti dedicati all’interazione tattile, oltre alla possibilità di toccare per la prima volta e in via esclusiva cinque opere pittoriche e grafiche originali.

La mostra resterà aperta fino al 21 aprile 2019.

ORARI: martedì-sabato 11.00-18.00, domenica 11.00-20.00

Centenario BAUHAUS e proposta didattica 2019

Nel 2019 si festeggiano i cento anni dalla nascita della scuola della Bauhaus (Weimar 1919). I suoi insegnanti furono figure di primo piano della cultura europea e l’esperienza didattica della scuola influenzò profondamente l’educazione artistica e tecnica che si fondava sulla possibilità di stimolare la creatività dell’individuo. Atlante Servizi Culturali propone per l’anno scolastico 2018- 2019 un progetto didattico differenziato per ordine e grado, emblema dell’unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire, dove per costruire s’intende il conoscere le proprie potenzialità, immaginarne le estensioni e provare a metterle in pratica, sia da singoli che
nella collettività della classe. Imparare, pensare, fare è un progetto di più incontri, liberamente ispirati al programma didattico della scuola di Gropius, che prevedeva un corso base sulla forma e il colore e successivamente dei laboratori tematici. In virtù dell’esperienza con il programma Europa Creativa dell’Unione Europea, che ha selezionato fra oltre 500 proposte e cofinanziato il progetto Voyage Inside a Blind Experience tutt’ora in corso di svolgimento nei paesi della Comunità Europea, Atlante propone di inserire un incontro di completamento dedicato alla disabilità visiva, per imparare a sviluppare la creatività accedendovi anche dagli altri sensi. Il progetto termina con La festa del Teatro Astratto, occasione per tutto l’istituto per concludere l’anno scolastico.

Il progetto è attualmente in corso presso la scuola primaria di Ponte Felcino.

Per saperne di più, per aderire al progetto con la propria scuola o per concordare una proposta con i nostri operatori: atlanteserviziculturali@gmail.com

“Strategie partecipative per i musei. Opportunità di crescita”

ICOM – Commissione Tematica Educazione e mediazione, ICOM – Commissione Tematica Tecnologie digitali per il patrimonio culturale, ICOM – Gruppo di Lavoro Digital Cultural Heritage e ICOM – Coordinamento Regionale Piemonte organizzano il convegno “Strategie partecipative per i musei. Opportunità di crescita”.

Nell’ambito della due giorni Atlante interverrà all’interno del gruppo di lavoro Accessibilità per portare l’esperienza del progetto VIBE. Voyage inside a blind experience.

PROGRAMMA

La partecipazione al Convegno è gratuita, ma la registrazione online è obbligatoria.

Per informazioni:
educazione_mediazione@icom-italia.org

Visite guidate alla mostra “L’altra galleria”

 

La Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, completa il suo programma di celebrazioni per i suoi primi cento anni di vita, con una mostra, in programma dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 che porta alla luce il suo enorme patrimonio, solitamente ricoverato nei depositi per ragioni conservative o di spazio.

L’altra galleria, un’esposizione che offre al visitatore una raffinata selezione di tavole saltuariamente presentate al pubblico, e in alcuni casi addirittura esposte per la prima volta, di autori appartenenti all’epoca d’oro della scuola umbra, tra il Duecento e la metà del Cinquecento, quali il Maestro dei dossali di Subiaco, Meo da Siena, Allegretto Nuzi, Rossello di Jacopo Franchi, Giovanni Boccati, Benedetto Bonfigli, Benvenuto di Giovanni, Bartolomeo Caporali, Pietro Vannucci detto il Perugino, Eusebio da San Giorgio, Berto di Giovanni, Domenico Alfani, Dono Doni.

La scelta delle opere, effettuata a seconda del loro grado di conservazione e d’importanza, è stata realizzata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, coadiuvato da una équipe di studiosi.

Secondo Marco Pierini “I depositi di un museo sono luoghi che nell’immaginario collettivo prendono spesso la forma di polverosi magazzini pieni di opere meravigliose, più o meno colpevolmente sottratte alla vista del pubblico. Ma la realtà è un po’ diversa. Non soltanto la polvere è assente nei depositi – o almeno dovrebbe esserlo! – ma le opere che vi si conservano hanno ruoli e funzioni differenti nella dinamica del museo. Alcune, come le riserve delle squadre di calcio, siedono in panchina, pronte a entrare in campo in sostituzione di altre temporaneamente in prestito o in restauro, altre ancora aspettano la visita di studiosi e conoscitori che possano studiarle e meglio valorizzarle, altre infine – pur pregevoli, talvolta bellissime – portano su di sé troppe offese del tempo perché possano essere esposte al pubblico e debbono accontentarsi di qualche amicale visita degli addetti ai lavori, pronti a intenerirsi gozzanianamente di fronte alla sfiorita bellezza che fu. Con l’eccezione di quest’ultime abbiamo selezionato per L’altra Galleria un centinaio di tavole, tele e sculture sorprendenti, tutte degne di figurare onorabilmente assieme alle compagne che compongono il percorso espositivo del nostro museo”.

Nel corso dello svolgimento della mostra, Atlante Servizi Culturali si occupa della realizzazione di visite guidate e attività didattiche.

Il progetto VIBE va in Irlanda

La mostra “Josef and Anni Albers. Voyage inside a blind experience”, dopo la prima tappa al Santa Maria della Scala di Siena, approda in Irlanda, presso gli spazi di The Glucksman, Univercity College Cork.

Dal 27 luglio al 4 novembre il museo universitario ospita le opere degli Albers insieme a riproduzioni tattili, stimoli multisensoriali e speciali tecnologie sviluppate all’interno del progetto europeo VIBE, che ha come principale obiettivo lo studio e la formulazione di un modello riproducibile di mostra temporanea parimenti fruibile sia da parte del pubblico normovedente che da visitatori con disabilità visiva.

The Glucksman, insieme all’Istituto dei Ciechi di Milano e al Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, è uno dei partner europei del progetto, di cui Atlante è coordinatore e capofila.