Vedere con le mani. Percorso tattile sulle forme e i colori di Josef Albers

8 settembre 2019 — 19 gennaio 2020

Castelgrande, Sala Arsenale CH – 6500 Bellinzona

Un progetto a cura di Atlante Servizi Culturali

Josef Albers credeva che la percezione dell’opera avvenisse attraverso uno sforzo individuale per stabilire con essa una relazione. Ripercorrendone le forme lo spettatore può “imparare ad aprire gli occhi” per ricostruire l’opera in sé stesso. Il percorso tattile Vedere con le mani, si ispira a quest’approccio esperienziale e indaga le potenzialità di una mostra fruibile a tutti, in particolar modo al pubblico con disabilità visiva. Attraverso riproduzioni tattili di alcune opere si potranno conoscere in maniera nuova le strutture compositive e le forme; i tavoli e le esercitazioni pratiche sul colore evidenzieranno la relatività della percezione ottica e con il corridoio sensoriale sarà possibile sperimentare al buio i materiali propri alla ricerca di Albers. Documentazioni video e audio inoltre, accompagneranno inoltre il visitatore nell’approfondimento di un nuovo metodo di accessibilità e conoscenza sensoriale dell’arte astratta.

La mostra si abbina all’esposizione Josef Albers. Anatomia di un <<Omaggio al Quadrato>> in corso a Villa dei Cedri a Bellinzona

Vedere con le mani.
Percorso tattile sulle forme e i colori di Josef Albers
a cura di
Gregorio Battistoni
Giulia Grassini
Elisa Nocentini
Lorenzo Martinelli

In collaborazione con: The Josef and Anni Albers Foundation e Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano

Allestimento: Atlante Servizi Museali

Catalogo: Magonza Editore

Grafica: Raffaello Chiarioni

Modelli tattili: The Josef and Anni Albers Foundation, Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, Tooteko, Atlante Servizi Culturali


Audioguide: Tooteko

INFO: +41 (0)91 825 21 31
info@bellinzonese-altoticino.ch www.bellinzonese-altoticino.ch

Ingresso: CHF 5 | EUR 5 Ridotti: CHF 3 | EUR 3

Orari Castelgrande: fino al 3 novembre Lunedì – domenica 10 – 18 dal 4 novembre Lunedì – domenica 10.30 – 16

Prenotazioni Castelgrande: Per visite guidate per scuole e gruppi, informazioni e iscrizioni, rivolgersi a Bellinzonese e Alto Ticino Turismo +41 (0)91 825 21 31

Visiteguidate a “L’Autunno del Medioevo in Umbria”

L’AUTUNNO DEL MEDIOEVO IN UMBRIA

Cofani nuziali in gesso dorato e una bottega perugina dimenticata

a cura di Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi

Dal 21 settembre 2019 al 06 gennaio 2020 

Il focus centrale della mostra è rappresentato da una serie di cassoni nuziali del Quattrocento, arredi in uso nelle dimore rinascimentali italiane, di cui si conservano pochi esemplari, alcuni ascrivibili a Giovanni di Tommasino Crivelli e alla sua bottega perugina oltre che alcune opere che ben testimoniano la cultura tardogotica che si respirava ancora a Perugia nei primi decenni del Quattrocento, in primis la Madonna con il Bambino e angeli di Gentile da Fabriano, e le opere di pittori a lui coevi come il perugino Benedetto Bonfigli.

Questi pregiati manufatti raccontano frammenti preziosi della vita privata delle nobili famiglie che li avevano commissionati, documentando uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo.

Un’insolita quanto preziosa esposizione che documenta uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo. in un momento delicato di transizione, dove artefici tenacemente nostalgici della civiltà degli ori tardogotici convissero con altri diversamente aperti alla nuova lingua dell’Angelico e di Filippo Lippi, come Benedetto Bonfigli e Bartolomeo Caporali.

Dal 21 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ospita un’insolita quanto preziosa esposizione che documenta uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo.

La mostra, dal titolo L’Autunno del Medioevo in Umbria. Cofani nuziali in gesso dorato e una bottega perugina dimenticata, curata da Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, raccoglie cassoni o cofani nuziali, raffinati elementi di arredo in uso nelle dimore rinascimentali italiane, rari frammenti della vita privata delle ricche famiglie che li avevano commissionati. Solo pochi esemplari sono giunti fino ai giorni nostri: l’esposizione diviene, così, l’occasione per radunare e mettere a confronto i pezzi, facendo conoscere un aspetto inedito, intensamente profano, dell’arredo di lusso domestico nel pieno Quattrocento.

Oltre ai cassoni nuziali provenienti dalle principali collezioni d’arte italiane ed europee quali la Galleria Nazionale delle Marche, lo Städel Museum di Francoforte, il Muzeum Narodowe di Varsavia e il Victoria & Albert Museum di Londra, in mostra anche un nucleo di dipinti ascrivibili alla stessa bottega, il cui responsabile può essere forse identificato con la personalità, a oggi poco nota, di Giovanni di Tommasino Crivelli.
Per poter meglio contestualizzare la figura poliedrica di questo artista verranno esposte inoltre alcune opere che ben testimoniano la cultura tardogotica che si respirava ancora a Perugia nei primi decenni del Quattrocento, in primis la Madonna con il Bambino e angeli di Gentile da Fabriano, e le opere di pittori a lui coevi come il perugino Benedetto Bonfigli. Si offre, così, uno spaccato della cultura figurativa perugina in un momento delicato di transizione, dove artefici tenacemente nostalgici della civiltà degli ori tardogotici convissero con altri diversamente aperti alla nuova lingua dell’Angelico e di Filippo Lippi, come Benedetto Bonfigli e Bartolomeo Caporali.

I cassoni nuziali, antenati della moderna cassapanca, venivano costruiti sempre in coppia ed erano destinati a contenere il corredo delle spose di famiglie nobili e borghesi. Al momento dell’insediamento della donna nella casa del marito, o domumductio, venivano trasportati nella camera matrimoniale e lì conservati. Il coperchio, i fianchi e il retro erano raramente decorati, mentre assai più spesso gli ornamenti si concentravano sulla faccia anteriore: in pittura, in intaglio, in gesso dorato (talvolta chiamato pastiglia) o utilizzando più tecniche insieme, erano composti secondo moduli che tendono a differenziarsi tra regione e regione e che rivelano spesso la provenienza da una precisa area geografica.

Vari anche i temi raffigurati, dai semplici motivi animali o vegetali, ripetuti talvolta in modo seriale, alle vere e proprie narrazioni, cortei e feste nuziali, ma anche episodi tratti dalla mitologia e dalla storia greca e romana, dalla Bibbia, dai romanzi medievali, scelti perlopiù tra quanti meglio richiamavano le virtù tipiche della vita matrimoniale e ne condannavano i vizi. Della decorazione facevano spesso parte gli stemmi delle famiglie degli sposi, generalmente secondo le regole dell’araldica che ponevano l’arma dell’uomo alla sinistra dell’osservatore, quella della donna alla destra: è proprio lo studio di questi dettagli a permettere oggi di ricondurre opere erratiche al loro originario contesto di provenienza, nei casi più fortunati addirittura a un preciso matrimonio e quindi a una cronologia sicura.


In occasione di questa mostra Atlante svolgerà un servizio di visite guidate.

Orari

dal 21 settembre al 3 novembre 2019

lunedì: 12.00-19.30
martedì–domenica: 8.30–19.30 ultimo ingresso: 18.30

dal 4 novembre 2019 al 6 gennaio 2020

martedì–domenica: 8.30–19.30
chiuso: lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio

Ingresso gratuito tutte le prime domeniche del mese

Biglietti:

intero, €8,00;

ridotto €4,00 e gratuito  (per le singole categorie consultare www.gallerianazionaledellumbria.it/visita)

ridotto, € 2,00 per 18-25 anni;

Card Perugia Città Museo

Informazioni: Tel. 075.58668436; gallerianazionale@beniculturali.it;

Biglietteria/Bookshop: Tel. 075.5721009; gnu@sistemamuseo.it;